Archeologia e Calcolatori
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National Research Council Istituto di Studi sulle Civiltà Italiche e del Mediterraneo Antico
University of Siena Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti
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I a-bEsempi di grafici a colori realizzati mediante il programma Statgraphis.Read article
II a-ba) La carta archeologica di Atri: area della Cattedrale. Nel file grafico finale è stata memorizzata anche la linea del metanodotto (in azzurro), per una verifica in tempo reale dei punti di "scontro" con elementi archeologici. b) Il formato raster consente una acquisizione fedele, quasi una "fotocopia elettronica", di immagini e piante in dettaglio, ma solo a fine documentario: particolare del disegno (originale 1:1)del mosaico a decorazione marine conservato sotto l'altare maggiore della cattedrale di Atri.Read article
III a-ba) La carta archeologica di todi. b) Nella carta archeologica di Todi (in bianco) è stato inserito un livello "acque" o "infrastrutture" (in giallo), in cui sono collocati gli elementi posti già in antico sotto il livello del suolo.Read article
IV a-ba) Un semplice programma CAD, se utilizzato con basi planimetriche puntuali, può aiutare nella ricostruzione visiva di situazioni scomparse: l'originario andamento delle mura meridionali di Todi, con l'indicazione (in rosso) del nuovo allineamento, relativo alle opere di ristrutturazione urbana del periodo augusteo. b) Un esempio di utilizzazione della pianta parcellaria per il riconoscimento di planimetrie complesse dissimulate all'interno del tessuto edilizio attuale: le terme di Teramo, visibili soltanto in parte nelle cantine del palazzo che le contiene, sono presumibilmente molto più conservate, come dimostra la sovrapposizione (in bianco) della planimetria delle terme della vicina Chieti (carta archeologica di L. Migliorati).Read article
V a-ba) Il ricevitore satellitare WM 101. b) Una fase del rilevamento nel territorio di Venosa: si procede al controllo delle coordinate assolute di un pilottino relativo ad un punto geodetico IGMRead article
VI a-ba) La parete del Foro della Pace, rappresentata attraverso i segni che la Forma Urbis marmorea ha lasciato nella muratura, con l'indicazione del reticolo ricostruttivo delle lastre (ril. originale e ricostruzione di L. Cozza); al centro sono visibili i frammenti della lastra 37. b) Forma Urbis marmorea: l'area di Largo Argentina. I diversi colori che caratterizzano il disegno monumentale corrispondono a differenti funzioni urbane (pubblica, privata, religiosa ecc.).Read article
VIIForma Urbis marmorea: particolare del teatro di Pompeo.Read article
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ISCIMA 2006